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Difficile riassumere l’intenso pomeriggio di ieri. Abbiamo sfiorato le diverse sfumature che ruotano intorno alla felicità: dono o conquista, attimo o condizione, in solitudine o grazie all’incontro con l’altro, dicibile o no…..  Il nostro dialogo è stato facilitato dai diversi ed interessanti stimoli che ogni dialogante ha condiviso con gli altri e dalle letture scelte da me e Giorgio.

Possiamo dare una definizione di felicità?  Forse non ci sono parole per esprimerla…..La felicità dura un attimo o è una condizione? Forse dipende dalla percezione che ognuno di noi ha di essa….Possiamo essere felici senza l’incontro con l’altro? Forse grazie all’altro sappiamo riconoscere la felicità…..forse non basterebbe un ciclo intero di dialoghi filosofici per esaminare le varie domande emerse dal nostro pomeriggio e quelle semplicemente accennate.

Con gioia ho notato che non ci siamo soffermati a parlare di una felicità materiale, ormai troppo comune, spesso la felicità oggi viene associata all’avere, al possedere; invece ieri abbiamo parlato di una felicità interiore, una felicità dell’essere.

Norma

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Carissimi dialoganti,

domenica 18 aprile dalle 15.00 alle 18.00 trascorreremo un “pomeriggio…. con filosofia”. Il tema del dialogo “la felicità: dono o conquista?”  Condurrò il dialogo con Giorgio Giacometti, anche lui consulente filosofico di Phronesis.

 Norma

PS: cliccate qui sotto per visualizzare la brochure.

pomeriggio con….filosofia

Carissimi,

pubblico una riflessione, a mio avviso, molto interessante, che mi ha appena inviato Anna sul suo dialogo sul tempo……..

Siamo abituati a pensare di poter disporre del TEMPO e grazie alla nostra capacità di progettare il futuro possiamo anche scegliere di “risparmiare tempo” in vista di scopi più importanti. Ma non raramente ci troviamo di fronte all’ esperienza del “troppo tardi”, del “già finito”.

Spesso diciamo che il tempo ci “viene a mancare”, che “ci scivola tra le dita”, che non abbiamo tempo per fare qualcosa.

Assistiamo all’avvicendarsi del giorno e della notte, al susseguirsi delle stagioni, al succedersi delle generazioni, alla brevità dell’esistenza individuale; a volte vorremmo arrestare il tempo per prolungare i momenti felici, a volte il tempo è troppo lungo e non passa mai.

 Ma che cos’è il TEMPO?

S. Agostino nelle Confessioni dice:

Se nessuno me lo chiede lo so. Se però dovessi spiegare a chi me lo chiede non lo so più.

Come pensare allora il tempo, che è unione di passato, ciò che non è più, e futuro, ciò che non è ancora, ma che può esperito solo nell’istante presente? 

Diciamo spesso che bisogna  rispettare i tempi altrui, ma affermare che ognuno ha il suo tempo non è solo un modo di dire.

Crescere, invecchiare anche, non è un processo che avviene parallelamente allo scorrere dei giorni, delle settimane, dei giorni.

Questo è piuttosto il modo in cui misuriamo il tempo. Invecchiare non è un’esperienza del tempo che scorre, ma una disposizione specifica dell’uomo, di colui che ha un tempo proprio, e che consiste in una progressiva riduzione di futuro e un ammassarsi imponente di passato.

In questo senso il passato non può essere semplicemente dimenticato e svanire, e il futuro non si impone per il semplice fatto di essere qualcosa di assolutamente nuovo. Il passaggio dal vecchio al nuovo costituisce l’esperienza del tempo, ma non è qualcosa che avviene per tutti allo stesso modo.

Sospinti dal silenzioso scorrere del tempo che ci incalza di continuo, viviamo di distinzioni. Siamo costretti a scegliere, a preferire qualcosa a favore di qualcos’altro.

Chi sceglie il passato si può richiamare al fatto che in ciò che si è conservato non c’è niente di ignoto, mentre il nuovo ha sempre qualcosa di azzardato, ma l’opposizione a qualsiasi innovazione significa privarsi di possibilità ed esperienze che forse possono essere affrontate brillantemente.

Solo colui che può prendere congedo; chi può rinunciare alle cose che stanno ormai alle spalle, soltanto chi non si tiene aggrappato al passato può aprirsi al futuro”. (H.H.Gadamer)

Carissimi,

comunico che giovedì sera ci sarà un dialogo filosofico fuori programma, condotto da Anna Giliberti, socia in formazione di Phronesis. Il tema della serata sarà “noi e il “tempo” “.

Un caro saluto

Norma

Carissimi amici dialoganti,

vi segnalo i nostri prossimi appuntamenti, segnateli in agenda.

Stasera ci sarà un dialogo filosofico fuori programma; il tema “Quante facce ha la verità?”  Condurrò il dialogo con  un mio collega di Udine:  Giorgio Giacometti, consulente filosofico e segretario nazionale di Phronesis.

Il dialogo di gennaio,  “sappiamo meravigliarci?”,  previsto per martedì 12,  è spostato a giovedì 14.

Un caro saluto a tutti

Norma

 

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